GRUPPO SPELEOLOGICO FLONDAR GLI IPOGEI ARTIFICIALI SUL MONTE ERMADA SENTIERO MILITARE ABRAMO SCHMID SENTIERO PUNTA BRATINA GLI IPOGEI ARTIFICIALI SUL MONTE ERMADA Durante la Prima Guerra Mondiale, il territorio del nostro comune fu teatro della decima e undicesima battaglia dell’Isonzo nel tentativo di conquistare il monte Ermada, ultimo baluardo austro-ungarico a difesa di Trieste dagli assalti italiani. Ancora oggi in questi luoghi sono visibili alcune opere che testimoniano i tragici eventi di quel periodo. Il circuito che vi proponiamo non presenta alcun tratto impegnativo né richiede essere provvisti di un abbigliamento particolare, basta solo munirsi di una fonte di luce per visitare le caverne. COME RAGGIUNGERE IL MONTE ERMADA INTRODUZIONE Provenendo dalla A4 (Venezia-Trieste), dopo il casello del Lisert (ovvero dove si paga il pedaggio), proseguire per altri 10 kilometri circa uscendo a Sistiana. Raggiunta la statale si volta a destra e si prosegue per altri 500 metri. Raggiunto un grande incrocio si segue sulla destra l’indicazione stazione di Visogliano. Dopo altri 500 metri, superato il ponte dell’autostrada si gira a sinistra seguendo la segnaletica per Ceroglie e sulla strada si incontra l’agriturismo Hermada, luogo di partenza dell’escursione. LA VISITA AUTOGUIDATA I colori rosso e giallo vi aiuteranno a seguire il percorso e ad indicarvi i luoghi da visitare. Partendo dal parcheggio dell’agriturismo Hermada, si attraversa la provinciale seguendo la stradina sterrata subito a destra che permette di raggiungere il paesino di Ceroglie. Superata la piccola frazione si prosegue lungo la strada bianca che si dirige verso il confine ed alle pendici del monte. Continuando dritti lungo lo sterrato, dopo aver superato un tratto di strada incavata nella roccia, troverete a destra nei pressi di una piccola dolina, all’interno di una breve caverna artificiale, una targa collocata a ricordo delle importanti postazioni di mortai che contrastarono gli attacchi italiani. Ritornati sulla strada la si percorre sino ad incontrare, sulla sinistra, il sentiero numero 3 che sale verso le pendici del monte. Sul lato sinistro del sentiero incontrerete l’imbocco non percorribile di un pozzo che costituisce l’accesso naturale della CAVERNA DEL MOTORE O CAVERNA DEL MONTE QUERCETO. Più in basso, dalla parte opposta si trova la deviazione che dirige verso l’ingresso artificiale della grotta. La caverna venne utilizzata dall’esercito austro- ungarico come ricovero di un gruppo elettrogeno che distribuiva energia elettrica a tutte le caverne dell’altura e ad un grande riflettore capace di illuminare gran parte del fronte sottostante. All’interno della galleria artificiale lunga circa 25 metri, sono ancora visibili le impronte degli alloggiamenti dei quadri elettrici e alcuni cavi. Nella parte naturale dell’ipogeo si nota una struttura muraria ed i basamenti in cemento costruiti per ospitare il grande motore. L’itinerario continua seguendo il sentiero che sale dritto verso la vetta. Dopo circa 500 metri un sentiero sulla sinistra, porta all’ingresso artificiale della GROTTA SUL MONTE ERMADA O GROTTA DELL’OSPEDALE. L’ingresso artificiale è composto da una galleria lunga 70 metri con due nicchie laterali, probabilmente utilizzate come deposito munizioni. Proseguendo s’incontra l’ingresso naturale e da qui parte una grande galleria che conserva gruppi colonnari di stalagmiti e stalattiti. Nella parte alta della grotta sono ancora visibile le staffe in ferro con gli isolatori in porcellana che sostenevano i cavi della linea elettrica originale. La grotta continua voltando a sinistra e termina con una serie di cavernette concrezionate. Si possono notare i muri in cemento per creare ripiani e rampe di scale che permettono di utilizzare la grotta in tutto il suo sviluppo con baraccamenti di legno per il riposo della truppa. Tra le caverne di guerra della nostra provincia, questa è considerata la più interessante per la quantità di testimonianze del periodo bellico della Grande Guerra. Continuando a salire lungo lo stesso sentiero si raggiunge la cima del monte. Si prosegue in discesa seguendo la strada sterrata fino a raggiungere, svoltando a destra, il sentiero del vallone delle caverne che conduce sul sentiero n°3. Raggiunto il sentiero n°3 si volta a sinistra e poco distante dal sentiero, sotto il pilone, troverete l’ingresso della GROTTA DEL PILONE O KARL. La grotta, formata da una serie di sale comunicanti è stata adattata a ricovero per la truppa; sono ancora evidenti le opere modellate per creare vani usufruibili. La grotta dispone di due ingressi, uno naturale e l’altro artificiale. E’ facilmente accessibile dall’ingresso artificiale, grazie al lodevole lavoro svolto dalla sezione cavità artificiali dell’Alpina delle Giulie. A circa metà caverna, una piccola risalita su scaletta fissa, permette l’ingresso alla adiacente GROTTA DELLA GAVETTA O ZITA. Dall’ingresso artificiale si accede alla grotta attraverso un pozzo facilmente discendibile. Alla base del pozzo, una galleria artificiale collega questa grotta con la grotta del Pilone. La cavità prosegue allargandosi e presentando la sua volta riccamente concrezionata. La visita è agevolata dalla presenza di comodi scalini. DURATA DELL’ESCURSIONE: DALLE 5 ALLE 7 ORE Difficoltà: medio, consigliata una torcia PER QUALSIASI INFORMAZIONE CONTATTATECI ALL’INDIRIZZO DI POSTA: flondar@alice.it

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IL PUNTO DI PARTENZA LA MAPPA DEL SENTIERO GROTTA KARL GROTTA ZITA GROTTA SUL MONTE ERMADA O GROTTA DELL’OSPEDALE CAVERNA DEL MOTORE O CAVERNA DEL MONTE QUERCETO TARGA: MORTAI DA 305MM  Presso il nostro museo o durante l’apertura della Biblioteca potete chiedere il pieghevole del sentiero in modo da poter avere una piccola guida quando andrete a fare la visita. Tornando verso l’ingresso della grotta del Pilone, si segue il tracciato del sentiero giallo che vi condurrà presso la trincea, l’opera di fortificazione campale costruita dall’esercito austro-ungarico meglio conservata. Continuando per questo sentiero si raggiunge un basamento di artiglieria e subito dopo il tracciato dell’oleodotto. Si scende giù seguendo il sentiero dell’oleodotto fino ad incrociare una stradina sterrata. Raggiunta la stradina si svolta a destra proseguendo fino alla strada asfaltata. Si procede in discesa raggiungendo il luogo di partenza. BASAMENTO PER CANNONE TRINCERONE DI QUOTA 208   G.S. FLONDAR Webmaster: Giovanni De Palo